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NoMachine NXAvere un server Linux è sicuramente una sicurezza in termini di stabilità e prestazioni elevate a costi limitati. Tuttavia potremmo avere la necessità di eseguire applicazioni che richiedono un ambiente Desktop. NoMachine NX è quello che fa per noi. Si tratta di un software gratuito (ma esiste anche la versione Business) che ci permette di virtualizzare un Desktop (ad esempio Gnome e KDE) e di stabilire una connessione remota ad esso. Grazie ai suoi complessi meccanismi di compressione, gestione delle risorse ed integrazione con dispositivi audio, di stampa e condivisione di rete, NoMachine NX rende l’esecuzione delle applicazioni da remoto veloci ed efficienti quasi come se fossimo seduti davanti ad esse. L’ho testato personalmente e non posso far altro che confermare la validità del prodotto. 
I requisiti per l’installazione di NoMachine NX sono decisamente alla portata di tutti:

O.S.:

  • Linux kernel 2.2/2.4/2.6 (i386 or AMD/64) for SuSE, RedHat, Mandriva, Debian and a number of other Linux distributions
  • SunOS kernel (SPARC) 5.8/5.9/5.10 for Solaris 8, 9 and 10.
  • HW:

  • 400 MHz processor
  • 128 MB RAM
  • 35 MB free disk space on your hard drive
  • Network connection (either a LAN, or Internet link: dial-up (minimum 33.6 Kbps modem), broadband, cable, DSL, etc…)
  • SW:

  • NX Client
  • NX Node
  • SSHD server
  •  
    Per scaricare i 3 pacchetti necessari (NX Server, NX Node, NX Client) cliccate QUI
    Per l’installazione e la configurazione cliccate QUI

    Se avete bisogno di aiuto postate un commento e vedremo di trovare una soluzione! ;)

    L’IP aliasing è un’opzione di compilazione del kernel che permette di assegnare a ciascuna interfaccia di rete più di un indirizzo IP. Se state lavorando su una macchina con kernel abbastanza recente è molto probabile che questa opzione sia già attiva, altrimenti dovete caricarla manualmente dal kernel. Questa opzione è particolarmente utile per coloro che fanno webhosting e vogliono assegnare un IP dedicato a un tal sito/servizio. In soldoni, più indirizzi IP puntano allo stesso server, ma all’utente sembrerà di utilizzare server diversi.

    Poniamo l’esempio di avere una sola scheda di rete (eth0) a cui viene assegnato un IP statico e di avere a disposizione altri indirizzi IP supplementari (3, anch’essi statici). Quello che vogliamo fare ora è comunicare alla nostra scheda di rete che deve utilizzare anche gli IP supplementari.

    Per prima cosa visualizziamo il file interfaces (contiene le impostazioni della vostra scheda di rete) che troviamo in /etc/network/ e supponiamo di avere questo al suo interno:

    iface eth0 inet static
    address 192.168.0.1
    netmask 255.255.240.0
    network 192.168.0.128
    broadcast 192.168.0.255
    gateway 192.168.1.1

    192.168.0.1 è l’IP statico assegnato alla scheda di rete eth0.

    Ora dobbiamo creare delle interfacce di rete virtuali che chiameremo nell’ordine eth0:1 con IP 192.168.0.2 eth0:2 con IP 192.168.0.3 eth0:3 con IP 192.168.0.4

    Digitiamo ora i seguenti comandi:

    ifconfig eth0:1 192.168.0.2 broadcast 192.168.0.255 netmask 255.255.240.0
    route add -host 192.168.0.2 dev eth0:1

    ifconfig eth0:2 192.168.0.3 broadcast 192.168.0.255 netmask 255.255.240.0
    route add -host 192.168.0.3 dev eth0:2

    ifconfig eth0:3 192.168.0.4 broadcast 192.168.0.255 netmask 255.255.240.0
    route add -host 192.168.0.4 dev eth0:3

    Digitate ora ifconfig e dovreste visualizzare TUTTE le interfacce di rete, comprese quelle virtuali.

    Con i comandi sopra citati le interfacce virtuali sono attive SOLO fino al prossimo riavvio. Se volete rendere attive le modifiche in modo permanente dovete editare il file /etc/network/interfaces aggiungendo le righe seguenti:

    auto eth0:1 inet static
    address 192.168.0.2
    netmask 255.255.240.0
    network 192.168.0.128
    broadcast 192.168.0.255
    gateway 192.168.1.1

    e così via per gli altri IPs.

    Salvate e ricaricate la rete con /etc/init.d/networking restart

    That’s all!

    Pubblicato il 05/04/2007.

     

     

    AWK è un vero linguaggio di programmazione dedicato all’elaborazione del testo che usa una sintassi simile al C ma molto più semplificato. Per motivi di lavoro, spesso ho la necessità di effettuare ricerche più o meno complesse di parole o intere frasi all’interno di più files di testo in ambiente Linux. AWK, tra le altre cose, fa anche questo: basta definire delle semplici regole (patterns) e le azioni da compiere se queste vengono soddisfatte.

    Esempio pratico: vogliamo analizzare tutti i file di testo contenuti nella cartella in cui ci troviamo il cui nome contiene la parola “paperino” al fine di conoscere in quali files vi è contenuta la frase “amico di pluto”. Vogliamo poi prendere questi file e spostarli in un’altra cartella per un’ulteriori analisi. Con AWK ci basta una riga di script:

    find . -name \*paperino\*  | grep -ri ‘amico di pluto’ . | awk -F “:” ‘{print “cp “$1 ” /tmp/prova/” }’ | bash 

    Vediamo lo script nel dettaglio:

    find . -name \*paperino\*  trova tutti i files il cui nome contiene la parola “paperino”.
    grep -ri ‘amico di pluto’ . trova tutti i files il cui testo contiene la frase “amico di pluto”.
    awk -F “:” ‘{print “cp “$1 ” /tmp/prova/” }’ AWK esamina l’output utilizzando come separatore i due punti (“:”), prende in considerazione il campo $1 (vale a dire il primo campo prima del separatore che nel nostro caso coincide con il nome dei files) e lo copia nella cartella “/tmp/prova”.

    Il parametro ”| bash” esegue lo script. Se vogliamo esaminare lo script prima di eseguirlo basta togliere ”| bash” a fine riga. 

    Come vedete le potenzialità di AWK sono davvero interessanti. Se volete approfondire l’argomento e per ulteriori esempi pratici cliccate qui.

    Nell’attesa del rilascio di Ubuntu 10.04 – Lucid Lynx previsto per il 29/04 è stato annunciato il nome di Ubuntu 10.10. Si chiamerà Maverick Meerkat che tradotto in italiano significa “suricato luminoso” o “suricato leggero”. Leggero e luminoso proprio come sarà la nuova versione di Ubuntu il cui sviluppo è sempre più concentrato sul mercato dei netbook e sulla velocità di caricamento del sistema operativo e delle applicazioni web.

     

    Il Suricato

     

    Ubuntu 10.10 sarà equipaggiato con GNOME 3.0 che prevede moltissime novità. Per maggiori informazioni clicca qui.

    Debian 5.0

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    Debian è un sistema operativo (OS) libero (free) per il tuo computer. Un sistema operativo è l’insieme dei programmi di base ed utilità che fanno funzionare il tuo computer. Debian utilizza Linux come kernel (la parte centrale di un sistema operativo), ma molti dei programmi di utilità vengono dal GNU project; per questo usiamo il nome GNU/Linux.

    Debian GNU/Linux fornisce più di un semplice OS: viene distribuito con oltre 25000 pacchetti, programmi già compilati e impacchettati in modo tale da permettere installazioni facili sulla tua macchina.

    Ultima versione stabile: 5.0

    Fonte e sito ufficiale

    openSUSE 11.2

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    openSUSE è un sistema operativo libero basato su Linux e adatto al vostro PC, Laptop o Server. Potete navigare in rete, gestire e-mail e fotografie, lavorare, guardare video e ascoltare musica e have a lot of fun!

    L’ultima versione stable è la 11.2.

    Fonte e sito ufficiale

    Fedora 12

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    Fedora è un sistema operativo basato su Linux che presenta gli ultimissimi software liberi ed open source. L’uso, la modifica e la distribuzione di Fedora sono sempre liberi per chiunque. E’ creato da persone in tutto il mondo che lavorano assieme come una comunità: il Fedora Project. Il Fedora Project è aperto a chiunque e di chiunque è benvenuta la partecipazione.

    L’ultima versione stable è la 12.

    Fonte e sito ufficiale

    Ubuntu 9.10

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    Ubuntu è un sistema operativo libero e gratuito basato su GNU/Linux, che unisce stabilità, sicurezza e facilità di utilizzo. È perfetto per computer portatili, desktop e server e fornisce applicazioni adatte ad ogni esigenza, per l’uso in casa, a scuola o a lavoro.

     

    L’ultima versione stable è la 9.10.

    Fonte e sito ufficiale

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